giovedì 17 settembre 2020

Segnalazioni uscite di Settembre Io me lo leggo editore


 Titolo: Il mormorio del Piave
Autrice: Irene Milani 
Editore: Io me lo leggo editore 
Data di uscita: 14 Settembre 2020
Formato: ebook (1,99 €) e cartaceo (9,00 €)
Lunghezza: 100 pagine 


QUARTA DI COPERTINA

Aldo ed Agnese, due giovani vissuto al tempo della Grande Guerra.
Ad accomunarli Palazzo Durini, Milano, che lui frequenta perché amico del nipote della prestigiosa famiglia; lei perché da sempre al servizio come cameriera.
Un amore, il loro, che la società di allora non è pronta ad accettare.
Attraverso la loro voce il lettore ripercorre gli anni che vanno dal 1913, quando il conflitto non è ancora immaginabile, alla battaglia di Vittorio Veneto.
Una narrazione che alterna il punto di vista privilegiato di lui a quello di lei, che incarna la voce della gente comune.

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Titolo: Beati i poveri di spirito 
Autore: Matteo Magnani
Editore: Io me lo leggo editore
Data di uscita: 14 Settembre 2020
Formato: ebook (1,99 €) e cartaceo (13,00 €)
Lunghezza: 153 pagine


QUARTA DI COPERTINA

Siamo nella campagna mantovana, negli ultimi anni del Regno Lombardo-Veneto. Il Grande Fiume è un confine, una risorsa e, insieme, una maledizione a cui non si può sfuggire.

Quando un oscuro funzionario di un Impero ormai agli sgoccioli si sente beffato e reagisce, la tragedia è dietro l'angolo. 

Invano parroci, patrioti ed avvocati si opporranno agli avvenimenti. Invano daranno fondo ognuno alla propria arte per cercare di bloccare un meccanismo che nessuno riesce se non a rallentare e che continuerà a macinare sorti, vite e speranze, insensibile e inarrestabile come la corrente del fiume.

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Titolo: La strada è in salita ma la vista è grandiosa
Autrice: Samanta Demuru
Editore: Io me lo leggo editore - Collana I read it
Data di uscita: 25 Settembre 2020
Formato: ebook (1,99 €) e cartaceo (14,00 €)
Lunghezza: 253


QUARTA DI COPERTINA 

Railey vede tutto nero dopo la morte di suo fratello.

Una vita complicata, piena di problemi e di segreti di famiglia.

Tutto cambia quando incontra Luke, aspirante vigile del fuoco e suo angelo custode.

I loro destini sono intrecciati, una nuova vita sembra attendere Railey... ma il passato torna sempre a minare il presente!


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Titolo: Le donne del fiume
Autrice: Tala Masca
Editore: Io me lo leggo editore - Collana I read it 
Data di uscita: 25 Settembre 2020
Formato: ebook (1,99 €) e cartaceo (14,00 €)
Lunghezza: 177 pagine


QUARTA DI COPERTINA 

"In Sardegna, dove il potere matriarcale ha messo in riga la prepotenza dei padri, le figure femminili più forti stanno tra realtà e mitologia. Le Bruje e le Coghe si aggirano come donne normali, influiscono su scelte e decisioni, ma possono prendere forma animale e spostarsi da un luogo all’altro in un battito di ciglia. Il cattolicesimo, con lo scopo di sottometterle, le ha relegate al ruolo di strega malvagia, ma il nostro retaggio pagano le ha mantenute sacre."

TRAMA 

Diego è un uomo di successo, indipendente dalla sua famiglia d'origine e felicemente sposato con Monia, che ancora lo attrae dopo dieci anni di matrimonio. Il giorno del suo trentaseiesimo compleanno, tuttavia, la vecchia cicatrice che gli deturpa il fianco inizia a bruciare come fuoco e una donna fino ad allora sconosciuta gli compare nella memoria prendendo possesso dei suoi ricordi più remoti. Si trova poi costretto a tornare a casa per la morte del padre, ma soprattutto per ritrovare questa donna che lo attira nel luogo natio da cui era fuggito quasi vent'anni prima: un paese rurale ricco e silenzioso, in cui un lungo muro di fango, paglia e pietre dietro la chiesa parrocchiale funge da barriera alla dissoluzione. Sono due le donne che hanno vissuto oltre questa chiusura: le donne del fiume.

Recensione "Le memorie di Dante Bastille" - Marco Fichera

TRAMA

Dante ha imparato da tempo a convivere con la violenza che permea nel Blocco Sud, il luogo ideale dove dimenticare e farsi dimenticare, e recente traguardo nella colonizzazione di un Pianeta Rosso oramai fagocitato da multinazionali. L’amena vita all’interno delle Colonie trascorre noiosa finché Daniel, il ragazzo con cui condivide l’unità abitativa, perde la vita in seguito a una banale rissa. In punto di morte questi gli consegna una FemtoSD, scheda di memoria contenente la registrazione in soggettiva delle ultime ore di vita di uno sconosciuto, ucciso da una delle persone più importanti ed in vista della società.Braccato, Dante si troverà improvvisamente costretto a fuggire, ma non è facile passare inosservati in una società in cui la legge impone il possesso di un device costantemente connesso.Aiutato da qualcuno, osteggiato da molti, Dante cercherà il modo di tornare sul suo pianeta nativo, aprendosi una via con le maniere forti tra accaniti inseguitori, forze dell’ordine, una burocrazia maledettamente farraginosa e una tecnologia sempre più ostile.I pochi indizi forniti dalle registrazioni di memoria criptate saranno la sua sola bussola nell’intricato percorso che lo vedrà costretto a vestire i panni dell’antieroe, svelando così ai suoi occhi le numerose sfaccettature prese dalla società durante la sua assenza.


RECENSIONE

Ebbene sì!
Sono tornata a parlarvi di libri e oggi finalmente vi parlerò di "Le memorie di Dante Bastille", edito collana Nhope, di Marco Fichera che ringrazio per avermi fornito il pdf!
Partiamo col dire che questo era il primo libro noir a sfumature cyberpunk che leggevo e all'inizio sono partita un po' coi piedi di piombo perché non sapevo in che avventura stavo per imbarcarmi, tuttavia ne sono rimasta molto sorpresa e ora vi spiego anche il motivo!
Ci troviamo catapultati in una realtà distopica, dove l'uomo è giunto a colonizzare anche il grande pianeta rosso, Marte, e dove ormai la tecnologia ha preso il totale sopravvento sulla popolazione, causando una netta divisione tra coloro che comunicano solo attraverso i social e coloro che li evitano come la peste.
La scena iniziale è il preludio ad un libro ricco di azione e tante botte da orbi, nonché di momenti in cui ci troviamo costantemente sul filo del rasoio e che ci spingono a divorare pagine su pagine fino alla rivelazione finale in cui si rimane abbondantemente interdetti!

Detto questo, vorrei spostare l'attenzione sul worldbuilding piuttosto complesso e ricercato di cui l'autore si arma per far procedere la storia in modo comunque fluido e scorrevole; ci troviamo al cospetto di parole che si rifanno ad una società basata sulla tecnologia, sull'uso di schede di memoria in cui vengono nascosti stralci di vissuti pericolosi e che dovrebbero rimanere nascosti e dimenticati, di apparati tecnologici che oggi farebbero impallidire gli inventori più audaci, e non parlo solo di avanguardia, ma di un concetto più profondo che è l'inquietudine data dal non possedere più una privacy.

La vicenda narrata in prima persona, infatti, ci espone per bene il ruolo dell'intero sistema che detiene il potere sul mondo di cui fa parte Dante, il protagonista principale, ovviamente attraverso anche i social media, e ci spiega come anche il minimo segreto in realtà non lo sia proprio per niente: la società infatti, è tenuta d'occhio da una sorta di Grande Fratello che sa tutto di tutti e a cui non sfugge nemmeno il dettaglio più insignificante.
Immaginate se tutti noi fossimo schedati come in questo libro, se tutti sapessero a che ora dovremmo entrare in turno a lavoro, o il perché non ci siamo presentati puntuali ad un appuntamento, o chi frequentiamo o cosa mangiamo, non lo trovereste piuttosto inquietante?

L'ambientazione ben descritta e con dovizia di particolari, ci trasporta in una realtà che potrebbe svilupparsi anche nel nostro futuro prossimo e la vicenda, seppur inventata e ben sviluppata secondo le canoniche caratteristiche della distopia, ci regala spunti di riflessione sulla nostra situazione odierna.
Con l'introduzione dei social network la privacy di tutti noi si è assottigliata fino quasi a scomparire assieme all'intimità dell'essere un individuo distaccato dalla società corrotta, omologandoci ( purtroppo senza il nostro consenso il più delle volte) ad un gruppo di persone che sentono il bisogno di condividere ogni momento della giornata con un pubblico pronto a bersi la vita degli altri.
Forte da dire, ma reale.
Reale come la critica di sottofondo di questo libro rivolta all'utilizzo quasi smodato della tecnologia, dall'innocuo (ma non così innocuo) smartphone, ai pc, ai sistemi che controllano ogni file in attesa di criptarlo o decifrarlo con artificiale avidità, alle tv che ci propinano ciò che vogliono propinarci, che sia una pubblicità vista e rivista di un vestito o un profumo, agli stessi organi che detengono il potere del paese e che attraverso la propaganda vogliono esporre il motivo per cui sono migliori di altri.

In Le memorie di Dante Bastille, Dante dovrà appunto combattere tutto ciò, sfidando un potere molte volte più forte della sua voglia di indipendenza, andando contro una società così ben strutturata da risultare quasi impenetrabile, ma nella quale riuscirà ad individuare quella piccola crepa che potrebbe diventare squarcio.
Dante è un personaggio che ho adorato molto, soprattutto per il suo essere burbero, asociale nei confronti della massa omologata da cui è circondato, estremamente diffidente e pragmatico, poche volte impulsivo ed irrazionale, ma che viene caratterizzato in modo impeccabile e che ci fa entrare subito in empatia col suo sentirsi soffocato da una società tecnologica ormai fuori controllo.

Questo è un libro che smuove una muta protesta nei confronti di coloro che accettano di adattarsi alla massa, che preferiscono conformarsi senza combattere, divenendo solo l'ennesimo pezzo di puzzle su un mondo in cui il potere è nelle mani di chi preferisce un popolo sedato ad un popolo incline alla rivoluzione. E, ovviamente, non mi resta che consigliarvelo!

Se state cercando una lettura stimolante, ben articolata, ricca di azione e personaggi tanto strambi quanto affascinanti, e una buona dose di linguaggio tecnico, Dante vi sta aspettando al varco, non fatelo attendere, altrimenti potrebbe innervosirsi!

LA MIA VALUTAZIONE

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venerdì 11 settembre 2020

Blogtour Morgan e l'orologio senza tempo - Approfondimento sulla pirateria

 


Buongiorno Ciurma! 
Benvenuti nella mia tappa del blog tour dedicato a Morgan e l'orologio senza tempo di Silvia Roccuzzo, edito da Albatros!
Oggi il mio articolo sarà dedicato ad un panorama generale sulla piaga che ha flagellato nel corso di alcuni periodi storici numerose città portuali, ovvero la pirateria, che ovviamente ritroviamo ben presente anche nel libro di Silvia!

QUALCHE NOZIONE SULLA STORIA DELLA PIRATERIA

Il termine "pirata" deriva dal latino pirata, o pirateae, che trova anche una sua corrispondenza nel greco antico, e che assume così il significato di "tentare", "attaccare".
La pirateria ha avuto terreno fertile negli anni che vanno dal Sedicesimo al Diciannovesimo secolo, ma ha avuto il suo boom soprattutto nel periodo tra il 1600 e il 1700, periodo poi definito come l' "Epoca d'oro della pirateria".

I luoghi prediletti dai pirati per le loro scorribande sono sempre cambiati nel corso della storia, tuttavia l'Epoca d'oro della pirateria è da riferirsi soprattutto alla pirateria attuata nel Mar Caraibico, il mare preferito dai fuorilegge assaltatori di navi e cacciatori di tesori!
Nonostante questo, altri mari vennero presi di mira da questi criminali di mare, e tra i più colpiti troviamo la zona dello stretto di Gibilterra, il Madagascar, il Golfo Persico, il Mar Rosso e tutta l'area che comprende le Filippine, la Malaysia e l'Indonesia.

I TERMINI DELLA PIRATERIA

Spesso abbiamo sentito parlare di pirati, corsari, bucanieri e filibustieri, e spesso, in modo sbagliato, li abbiamo associati come sinonimi della stessa figura, ovvero un criminale senza scrupoli che cavalcando le onde con la sua bella nave, se ne va a zonzo a saccheggiare, uccidere e radere al suolo intere città portuali. 
E se invece vi dicessi che in realtà tutti questi termini si riferiscono a quattro categoria diverse di figure?
Come? Non ci credete? Per voi è tutta la stessa roba?
E invece no, vi dico!
Il pirata, come vuole l'etimologia del nome in sè, che significa letteralmente "assalitore", è una persona libera, senza vincoli, che agisce per sè stessa o al massimo per il proprio equipaggio, mentre il corsaro, il cui termine comunque significa "colui che fa pirateria", oltre ad agire per il proprio interesse (sempre nei limiti), agisce anche per conto di un governo che oltretutto lo finanzia nelle sue scorribande.
Un'altra definizione ha invece il nome di bucaniere, che paradossalmente significa "colui che frigge", dato che i bucanieri erano dei coloni anglo-francesi delle Antille, che impararono a friggere le carni dagli indigeni locali e che in seguito alla rivendicazione spagnola, decisero di diventare pirati per difendere le colonie in cui abitavano.
Si organizzarono sempre di più e costituirono la Fratellanza della Costa con capitale Tortuga.
Per ultimo ma non meno importante, troviamo il filibustiere, una figura intermedia tra il corsaro e il pirata, tollerata dai governi  ma che agisce per il proprio interesse: sono in pratica dei liberi saccheggiatori. I filibustieri prendono il nome dall'organizzazione che istituirono per proteggere i pirati che combattevano contro gli spagnoli, ovvero la Filibusta.


I PIRATI DELLA QUEEN MORGAN

Scendendo nello specifico, e parlando del concetto di pirateria nel libro di Morgan e l'orologio senza tempo, possiamo trovare un' ambientazione molto fedele a ciò che erano i pirati e a ciò che costituiva la loro legge comune.
Leggendo questo libro, infatti, possiamo capire che l'equipaggio della piratessa Morgan è costituito sì da una gerarchia che vede la ragazza sul vertice e poi dopo di lei Juan, il suo primo ufficiale, fino ai mozzi, ai bottai e tutti gli altri, ma possiamo capire che, nonostante Morgan sia estremamente severa ed arrogante nei confronti dei suoi uomini, non potrebbe mai stare senza la sua fedele ciurma.
In alcuni documenti che riguardano il tema, infatti, si afferma che nonostante su una nave ci fosse un capitano, egli non era un leader assoluto, ma un individuo eletto dal resto degli uomini per prendere la decisione finale (perchè le decisioni comunque erano prese in comune) sul dove dirigere la nave.

Altre analogie con la realtà le possiamo trovare nel fatto che quando Morgan sale a bordo della nave di Fergus, costei, assieme anche a Lanè, vengono considerate dagli uomini del pirata come "portatrici di sventura"; era credenza comune, infatti, che la presenza di una donna a bordo portasse sfortuna.
Chiunque degli uomini della ciurma venisse trovato ad avere rapporti con una donna o a travestirla da maschio per portarla in nave, veniva immediatamente punito con la morte.

Ovviamente a bordo della Queen Morgan non può mancare una buona bottiglia di rhum!
Ma lo sapevate che per obbligo ad ogni pirata presente sulla nave spettasse una razione di liquore e di provviste fresche?
E lo sapevate che a bordo non si poteva assolutamente giocare a carte o a dadi mettendo in palio del denaro? Lo scopriremo anche nel corso della lettura di questo libro, perché Morgan si arrabbierà molto quando scoprirà che Matthew il mozzo e John passano il loro tempo a giocare a carte anziché lucidare  il ponte della Queen Morgan con lo straccio!

Come ogni romanzo sui pirati che si rispetti, gli uomini della coraggiosa Morgan si troveranno a fronteggiare anche un'altra grande rogna dell'epoca: la marina!
Ebbene sì, la marina (se avete visto i Pirati dei Caraibi lo saprete già) risulterà essere il nemico numero uno della nostra strampalata ciurma e non ci sarà un solo momento in cui lascerà respirare i nostri ragazzi; d'altronde, anche nella storia passata, la Marina rimarrà uno degli ostacoli più ostici di tutti quelli che passavano la loro vita a saccheggiare città e navi per accumulare enormi tesori.
Fiero baluardo della legge, la Marina opera per mano del governo, e si dedica alla caccia senza limiti dei criminali del mare. Ma la nostra Morgan sa come difendersi bene. E questo lo scoprirete solo leggendo la sua storia!

Sperando di avervi tenuto compagnia con questo articolo e di avervi dato qualche informazione in più sull'affascinante mondo dei pirati, vi lascio la gif con tutte le altre tappe dedicate a questo splendido blog tour! Salpate con noi e non ve ne pentirete!







martedì 8 settembre 2020

Veneficae: chi erano veramente?

Se vi dico la parola Veneficae, vi viene in mente qualcosa?
Come dite? Associate qualcosa che ha a che fare col veleno? Magari delle figure femminili che mescolano sostanze ad altre ottenendo composti super tossici e pericolosi?
Nahh, niente di più falso! 
Nell'antica Roma, la parola Venefica veniva associata a qualcosa di completamente diverso, dalle sfumature prettamente esoteriche ed astrali, vista anche la radice della parola vene-, collegata alla venerazione od ancora al culto della dea della bellezza, Venere.
Durante l'impero romano, alcune donne possedevano dei doni naturali, un sesto senso fuori dal comune, che utilizzavano per aiutare chiunque chiedesse loro un aiuto od un conforto. 
Oggi, queste persone, non solo donne, noi le chiameremmo medium, sensitivi, persone che hanno un "dono", che riescono a collegarsi col mondo astrale, che creano un ponte tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Non sto parlando di quei sedicenti maghi che in cambio di un consulto o di una seduta, chiedono montagne di soldi per dirvi cose che già sapete o cose che volete farvi dire..
La maggior parte delle volte, le persone col dono vero, i sensitivi veri e propri, fanno una fatica bestiale a palesarsi e a mostrarsi per ciò che sono veramente, per paura di essere presi per pazzi o di non essere creduti. Ma tornando all'argomento principale, queste donne a cui molte persone si rivolgevano per chiedere un favore, una "lettura", un consulto, erano appunto chiamate Veneficae , nome che derivava dalla divinità di cui incanalavano le energie, la bella Venere, nonché di tutti gli altri pianeti, delle stelle e della Terra stessa.
Ai tempi dei Romani, queste donne erano considerate indispensabili per la comunità, in quanto paragonate ad oracoli veri e propri, i cui responsi potevano influenzare in qualsiasi modo ogni singolo aspetto della vita quotidiana.
Fu dopo la crocifissione di Cristo e la diffusione a macchia d'olio dei testi sacri come la Bibbia e i Vangeli che il termine Venefica assunse un significato negativo ed austero.
Perchè?
Con l'introduzione della figura prettamente maschile di un solo unico Dio e del suo figlio, il Cristo, la figura femminile della Venefica che rappresentava le vecchie divinità pagane che venivano appunto ripudiate dal Cristianesimo, venne vista con occhi diversi, carichi di odio, di rifiuto.
Quando Costantino salì al potere, fece di tutto per far sparire questa misteriosa figura, non più indispensabile al popolo, dalla circolazione, catalogandola come una figura che avrebbe potuto usurpare lo status quo divino (soprattutto perché colpevole di essere nata donna); fu così che la parola Venefica, come suggerito anche dagli stessi testi biblici, fu associata al male, alla tentazione e ad un individuo assolutamente da evitare.


Al contrario di ciò che si pensa o di ciò che alcuni potrebbero pensare, la Venefica non è una donna abile nell'uso dei veleni e delle sostanze tossiche, ma solo un oracolo ai servizi delle divinità adorate prima che il Cristianesimo ed il conseguente monoteismo prendessero il sopravvento, soffocando tutte le vecchie tradizioni.

Tuttavia, molte sono le donne considerate streghe che nel corso dei secoli possono vantare una vastissima conoscenza di erbe e sostanze velenose con le quali hanno ucciso addirittura grandi imperatori o regnanti, in modo silenzioso, anonimo, senza farsi (quasi mai) scoprire.
Le conosceremo un po' alla volta, nel dettaglio, e scopriremo in loro donne forti, indipendenti, intelligenti, curiose, estremamente affascinanti e con conoscenze che all'epoca potevano scatenare l'invidia di alcuni dei medici maschi più influenti e conosciuti di tutte le corti.
Conosceremo Locusta, scaltra avvelenatrice ai tempi di Nerone, incontreremo Caterina de' Medici, la folle Marie-Madeleine d'Aubrey e tutte le altre protagoniste più famose nella storia dei veleni e degli omicidi tramite l'uso degli stessi.
Nel mio profilo Instagram, oggi, potete già trovare l'approfondimento sulla misteriosa e controversa figura di Locusta, l'avvelenatrice ufficiale di Roma, una figura che oscilla tra realtà e fantasia, fondamentale nel suo letale ruolo di assassina.
Come sempre, se questo post vi è piaciuto, vi invito a lasciare un commento, e come sempre ci vediamo su Instagram e nelle stories! Peace ❤ 

Locusta, avvelenatrice ufficiale di Roma




venerdì 4 settembre 2020

Recensione "Collisione" - Monica Brizzi

 

TRAMA

Maxilimilian Davis Hall e Niristilia Nerol della famiglia Neraides sono due leggende, tuttavia i popoli preferiscono acclamarli come Max, colonnello e capo dei ribelli terrestri, e Niris, principessa e futura regina di Mirika. E nessuno sa cosa il futuro ha in serbo per loro.

Il pianeta rosa ha bisogno di una guida, quello blu di risposte. Perché le domande si affollano intorno a H e Mirikantes e le spiegazioni sembrano sempre più confuse e oscure.

Nuove città, scoperte sconcertanti, perdite e addii. Tra una rivelazione e l'altra, Max e Niris dovranno cercare di tenere insieme i pezzi dell'universo e di loro stessi. Perché tutto sta per cambiare. E questa volta, sarà per sempre.

Collisione, volume conclusivo della trilogia romance-distopica "La Principessa dei Mondi", si prepara a fare giustizia laddove è sempre stata negata e a collegare due mondi apparentemente troppo distanti. Max e Niris vi aspettano per raccontarvi il loro strabiliante e rocambolesco epilogo.

 Vol. 3 della Trilogia "La Principessa dei Mondi"


RECENSIONE

Il dolore si era trasformato in collera e rivalsa. La mia mente urlava una sola cosa: vendetta. Vendetta. Vendetta. E lo sputai, come un drago con il fuoco. Sputai ciò che desideravo e che bramavo con una nuova forza.

«Se siete stati voi... beh, sto venendo a prendervi.»

Collisione è il terzo volume della trilogia della Principessa dei Mondi, un romance distopico scritto da Monica Brizzi ed edito Genesis publishing, che mi ha colpita non solo per i protagonisti, ma soprattutto per le tematiche trattate tra le sue pagine.
Vi starete chiedendo: ma tu Chiara che leggi romance dopo che hai sempre affermato non essere assolutamente il tuo genere? Beh, la risposta è semplice: sì, ho letto questo romance. No, non è un romance nel senso stretto del termine, ma molto di più!

La vicenda è ambientata parallelamente su due pianeti, la Terra, ormai consumata dall'inquinamento e dallo sfruttamento intensivo dell'uomo, e Mirika, il pianeta d'origine della principessa Niristilia, un pianeta alieno, dalle mille sfumature, governato fino a poco tempo prima dal crudele fratello di lei, Nantius, un folle, spietato uomo che non si farebbe nessuno scrupolo a far fuori il sangue del suo sangue, attraverso torbide manovre politiche.
Il problema è che nessuno ha fatto i conti con la forza di Niris, e con la forza dell'amore che lega lei al colonnello Hall, un ragazzo dagli occhi del colore della tempesta, grigi come nuvoloni carichi di pioggia, perennemente attraversati da schegge di rabbia e sofferenza.

In Collisione, entrambi dovranno fare i conti con qualcosa che sembra al di sopra della loro comprensione; si troveranno ad affrontare dolorose perdite e spiacevoli esperienze che li segneranno per sempre, ma che non impediranno loro di far conoscere al mondo la verità, una verità sconcertante, terribile, che rischierà di mandare ogni cosa in frantumi.

Non incorrerò in spoiler, perchè credo che Collisione, così come l'intera trilogia, meriti di essere letta e vissuta, dato che la storia e gli stessi protagonisti avranno nel corso del tempo uno sviluppo eccezionale, un cambiamento significativo, sia nelle loro relazioni, che nelle loro azioni.

Se nel primo volume della trilogia troviamo un Max che prende ordini dallo zio Tiran, che alle volte esita, che si fa prendere dal vortice di emozioni violente, che a malapena si sopporta per essersi innamorato di un'aliena che rappresenta una minaccia per il proprio pianeta, la Terra, in questo ultimo libro troviamo un Max più maturo, meno impulsivo, più consapevole della sua forza e soprattutto lo troviamo un uomo innamorato follemente della propria donna, disposto a tutto pur di proteggerla.
E grazie agli Dei, l'autrice ci delizierà finalmente anche con alcuni stralci dei suoi pensieri e delle sue emozioni, che rendono Max-l'uomo di pietra, un pò più umano e un pò più fragile, nonostante la corazza che non vuole levarsi di dosso.

Sangue, sangue, sangue. Ce l'ho addosso, sul viso, tra i capelli, nel petto. Non so dove finisce il mio e inizia il suo. Ne sono strafatto. Lo vedo, cosa succede fuori, ma non lo registro. Mi scivola addosso, come acqua sulla pelle.
Sono troppo impegnato a rompermi.

Niris, d'altro canto, è secondo me il personaggio che cresce di più rispetto a tutti quanti gli altri, anche a Max, in quanto si troverà a dover vivere in un mondo che non le appartiene, a sopravviverci, ad imparare ad adattarsi ad uno stile di vita totalmente diverso dal suo, difficile sì, ma fortunatamente privo dalle torture e dalle umiliazioni ai quali era abituata su Mirika.
Nonostante provi una lieve nostalgia nei confronti della sua vecchia esistenza sul pianeta colorato ed un senso di appartenenza che vorrebbe non provare, Niris riuscirà a creare dei rapporti profondi con coloro che fino a poco tempo prima avrebbe considerato i propri avversari, primo tra tutti il suo amato Max.
La principessa ancora non sa come esternare i propri sentimenti e le proprie emozioni.
Alcune volte dentro di lei qualcosa si spezza, si rompe, va in mille pezzi, ma la sua espressione rimane imperturbabile, distaccata, e sarà proprio questa sua fragilità mascherata di indifferenza e sarcasmo che l'aiuterà ad affrontare il terribile, vero nemico che le dà la caccia lì fuori.

Entrambi i nostri protagonisti saranno chiamati ad affrontare avvenimenti orribili dalle conseguenze altrettanto catastrofiche, e dovranno avere la forza per rimettere insieme i pezzi e cercare di riportare l'ordine in un mondo che di ordinario non ha nulla. Dovranno marciare contro i propri principi per un ideale comune, per gettare le basi per un mondo nuovo, privo di intrighi politici, di intrecci pericolosi, schiavitù e poteri malati. Di risorse e natura incontaminata. Un mondo senza inquinamento ed abuso.

Ed è questo uno dei principali temi a cui evidentemente l'autrice tiene molto: il rispetto per l'ambiente e per ogni forma di vita.
La distopia in cui questi libri sono costruiti è chiaramente una prospettiva davvero drastica di ciò che potrebbe accadere se l'uomo continuasse senza sosta ad abusare di ciò che la Terra offre, una Terra distrutta ed usurata da allagamenti, terremoti, repentini cambiamenti climatici, dall'utilizzo di sostanze chimiche dannose, dal consumismo e da tutto ciò che nuoce alla salute ed all'equilibrio del pianeta blu.
Max e Niris faranno i conti con un pianeta ormai eroso dal sistema e dalle istituzioni tiranniche, da persone più attente all'obiettivo di potere che alle conseguenze che esso comporta e soprattutto dovranno impedire la totale distruzione di Mirika, un pianeta sfruttato per le sue ricche risorse sempre per mano di un essere umano senza scrupoli.

Cosa penso nel complesso di questa lettura?

La principessa dei mondi è una trilogia che seguo con piacere ormai da un paio d'anni, e nonostante l'iniziale reticenza ad iniziarla, sono rimasta sorpresa dopo che ho avuto il piacere di leggere il primo volume, La Terra. 
Piacevolmente perchè sì, è un romance distopico, ma la storia d'amore non è la solita storia d'amore sdolcinata, piena di zollette di zucchero e ciambelline rosa, ma una fiammella che a poco a poco divampa, divenendo incendio.
Le scene di passione ci sono, ma non cadono nel banale, non sono esplicite ed esprimono anzi una dolcezza naturale tra due persone che si amano, tuttavia la storia tra Niris e Max fa solo da sfondo ad una delle battaglie più decisive e cruente tra due mondi totalmente diversi.
Lo stile di Monica è, come ho sempre affermato, semplice e fluido, moderno e mai noioso, un vortice che ci cattura e ci tiene imprigionati fino alla fine data la buona capacità della scrittrice di coinvolgimento magnetico in cui ci catapulta!
Una delle piccole pecche che ho riscontrato invece, è la poca caratterizzazione dei personaggi secondari e della loro fisicità, poichè non sono riuscita ad immaginarli nella mia testa e a dare ad ognuno di loro un volto e delle peculiarità.
Per tutto il resto, invece, l'ho trovata una lettura davvero incalzante ed attraente, e devo ammettere che Max e Niris (ma soprattutto Max, Niris non me ne volere!) mi mancheranno moltissimo, e che spero in qualche spin off sui personaggi a cui non è stato dato lo giusto spazio!

LA MIA VALUTAZIONE

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martedì 1 settembre 2020

Review Party "Poirot - Tutti i racconti" di Agatha Christie

 



TRAMA

Tutte le avvincenti indagini di Hercule Poirot, il piccolo detective belga dalle infallibili "celluline grigie", nato dalla fantasia di Agatha Christie sono qui raccolte in un unico volume nel quale la vocazione narrativa della Regina del Giallo si esprime al suo meglio: storie che coinvolgono il pubblico in un raffinatissimo gioco di intelligenza accompagnate da raffinate illustrazioni d'epoca in bianco e nero.


RECENSIONE


Buongiorno lettori! 
Oggi vorrei parlarvi di questo meraviglioso Drago targato Oscarvault Mondadori, che ho avuto il privilegio di leggere in occasione del Review Party organizzato da Rossella di Twistabook che ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di partecipare! 
Un ringraziamento sentito va ovviamente anche alla casa editrice che pubblicherà Poirot - Tutti i racconti, proprio oggi 1 settembre 2020!
Ma veniamo al sodo e scendiamo nel dettaglio di questa peculiare lettura!
Con questa edizione contenente tutti i racconti di Poirot, ben 59, di cui anche uno inedito mai pubblicato in Italia e tradotto da Marco Amici per l'occasione (Il mistero della regata), era la prima volta che mi approcciavo allo stile di scrittura di Agatha Christie, ma soprattutto era la prima volta che mi avvicinavo al genere giallo e devo dire che ne sono rimasta particolarmente colpita!
Parlando nello specifico, non credevo che lo stile dell'autrice fosse così scorrevole e pulito, ero convinta di trovarmi di fronte a racconti prolissi dalle descrizioni stucchevoli, ed invece mi sono trovata ad affrontare le varie vicende in modo sereno e fluido, non sono incappata in momenti di lettura noiosa che avrebbero potuto rallentarmi e soprattutto non mi sono imbattuta in racconti scontati dove si può intuire facilmente chi sia il colpevole! 
Credo che un giallo per essere un buon giallo debba innanzitutto avvolgersi di quell'alone di mistero che impedisce al lettore  di indovinare al primo colpo l'autore del delitto, rovinandosi così il finale e perdendo interesse nel procedere con la lettura!
In secondo luogo, cosa che Agatha Christie con Poirot è riuscita in modo eccellente a parere mio, è importante anche che la caratterizzazione e la descrizione dei personaggi risulti credibile e che siano inseriti quei piccoli dettagli nei loro modi di porsi, nei loro gesti, nelle loro parole che potrebbero rivelare poi la personalità dell'assassino agli occhi di lettori arguti che sappiano osservare e valutare bene anche i pezzi del puzzle più irrilevanti.
L'abilità del detective Poirot sta proprio in questo: egli è un grandissimo osservatore e la maggior parte delle volte, riesce a risolvere i suoi misteri soprattutto grazie alla presenza di dettagli che agli altri potrebbero sfuggire, ma che lui conserva nella sua testa per poi sfoderarli nel momento in cui la soluzione è più vicina.



Nel corso dei racconti troveremo davvero molti personaggi e molti luoghi che faranno da sfondo alle vicende di Hercule e del suo fedele assistente Hastings, ma nonostante si sappia che comunque il filo conduttore di questi sia il mistero, l'omicidio che deve essere risolto, la matassa da sciogliere per la soluzione di un problema, non si cade mai nel banale, perchè ogni storia si svolge in maniera diversa e i temi trattati di fondo sono eterogenei e trattati in modo originale.
In particolare, ho avuto modo di leggere ed approfondire cinque racconti di cui vorrei parlarvi in modo più dettagliato e che mi hanno conquistata tutti nonostante le evidenti differenze di trama, ambientazione e protagonisti. 
Un punto a favore che vorrei far notare va anche alle magnifiche illustrazioni in bianco e nero (alcune richiamano vagamente le vecchie insegne di alcuni negozi degli anni '30) che troviamo in alcuni racconti come pezzi integrativi della storia e che ho apprezzato molto, e le note alla fine di ogni racconto che ne specificano il titolo originale in lingua e l'opera da cui sono stati tratti.

Un appartamento a buon mercato è un racconto che parte tranquillamente senza molte pretese, dove la figura di Hastings risulta quasi in modo più prepotente rispetto a quella di Poirot, mostrandolo come un uomo estroverso e chiacchierone, amante soprattutto delle belle donne e a tratti anche vagamente sbadato, come poi farà notare anche lo stesso Hercule nell'altro racconto che ho letto, Il mistero di Hunter's Lodge, dove la figura femminile distoglie ancora una volta Hastings dai suoi doveri di investigatore. 
Come stavo dicendo, senza dilungarmi troppo sulla trama dato che non voglio farvi spiacevoli spoiler, nel primo racconto che ho letto si parla di Mafia, di strani intrighi legati alla criminalità organizzata, di identità rubate, di appartamenti che dovrebbero essere davvero costosi e lussuosi, ma che vengono venduti a prezzi stracciati. 
La Mafia, che a quanto pare è un elemento citato spesso nei racconti di Poirot, sarà menzionata anche nel racconto de Le disavventure di un nobile italiano.
Poirot si butta a capofitto nella risoluzione del mistero, attaccandosi ai dettagli più insignificanti, studiando i protagonisti della vicenda, facendo attenzione persino al loro modo di vestire e di vivere!
L'investigatore belga si rivela essere un genio anche ne La maledizione della tomba egizia, racconto ambientato nell'Egitto del boom in cui si credeva che le tombe dei faraoni fossero protette da orrende maledizioni, e qui si può conoscere anche qualcosa in più su Poirot stesso, che pur essendo totalmente un uomo razionale e dalla mente "quadrata", si definisce estremamente superstizioso e curioso nei confronti dell'esoterico e di ciò che risulta inspiegabile.
Ne Il caso del testamento mancante si mette bene in evidenza la mente brillante del detective belga che non si troverà a dover risolvere il solito caso di omicidio, bensì un indovinello lasciato da una persona defunta da decifrare per poter accedere all'agognato testamento mancante.

Ciò che ho notato leggendo i racconti, è la diversa struttura di ognuno.
Ad esempio, ne Il mistero della regata, che in Italia è rimasto inedito fino ad oggi e che viene pubblicato in anteprima con questa edizione, Poirot sbuca all'interno della storia già verso la fine del racconto. 
In questo caso Agatha Christie ha voluto dare spazio prima ai personaggi che compongono il mistero, descrivendone la vita ordinaria, i vizi e le abitudini, il passato, per poi inserire solo in seguito il minuto detective che sembra quasi arrivare in punta di piedi, guardarsi un pò intorno, e poi decretare il colpevole senza esitazioni!
Una cosa che ho apprezzato tantissimo di questo personaggio controverso che è Hercule Poirot è che non è perfetto! 
La Christie ha voluto creare un ometto con la testa d'uovo ed i baffi impomatati, le manie di controllo e la compulsione dell'ordine che ama le sfide e che come tutti ha i propri pregi ed i propri difetti.
Non è un detective nel senso stretto della parola, ma un investigatore a 360 gradi che è vittima di sentimenti meramente umani come possono essere la rabbia, la delusione, la vanità e la gola e più il mistero risulta difficile da risolvere, più ne è eccitato, ma ovviamente non si sbottona mai e mantiene la propria aria composta e vagamente trasognata (che poi in realtà è proprio quella che frega!).
Ovviamente non si può fare a meno di innamorarsi dell'affascinante e pragmatico Hastings, che quotidianamente deve fare i conti con il senso di superiorità di Poirot, il quale non manca di fargli notare che alle volte le sue "cellule grigie" non funzionano come dovrebbero ( sì, alle volte l'ho trovato davvero superbo e fastidioso, ma sono caratteristiche che lo rendono più credibile).

Insomma, mi è piaciuto nel complesso?
Direi proprio di sì!
Pagina dopo pagina mi sono resa conto che la scrittura di Agatha Christie, pioniera del genere, sia una scrittura all'avanguardia, moderna, nonostante gli anni in cui è stata stesa, una scrittura che si compone di uno stile che contiene la giusta dose di suspance, mistero e ambiguità di cui un giallo non potrebbe mai fare a meno.
I racconti di Poirot sono fatti per intrattenere il lettore fino alla fine, per farlo riflettere e per mettere in moto le rotelle del cervello in modo da cogliere quelle piccole cose che potrebbero fare una differenza sostanziale nel corso della storia; sono fatti per essere letti e studiati (si lasciano leggere in modo veloce dato che non sono nemmeno tanto lunghi e per me è un'altra cosa positiva!), per vivere momenti di brivido da investigazione in cui si vuole arrivare alla soluzione del mistero!
Come direbbe Hercule, servono a far mettere in uso le nostre piccole cellule grigie!
E se volete leggere altri pareri, vi lascio qui sotto il nome di tutti i blog che parteciperanno a questo mirabolante review party!

LA MIA VALUTAZIONE


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Morgan e l'orologio senza tempo - Blogtour

Buongiorno cari lettori,

e benvenuti in questo magico evento, il blogtour del romanzo"Morgan e l'orologio senza tempo" , edito dalla Casa Editrice Albatros, che ci accompagnerà dal 1 di questo mese, fino al 27, facendoci conoscere un mondo nuovo e accattivante, dove vivere mille avventure con la piratessa Morgan e la sua nave, la Queen Morgan, appunto.

Il libro, che si colloca nella narrativa fantasy, assume anche toni steampunk e pirateschi in un connubio effervescente e nuovo, perciò se siete appassionati di questi generi, non fatevi sfuggire le tappe di questo evento, che vi sorprenderanno e vi riveleranno tante curiosità e retroscena su questo romanzo.

Di seguito, il calendario con le varie tappe: